Josh Smith è tornato. Come un'apparizione, di un mese( dall'undici Febbraio 2011 al 19 Marzo, 2011)in cui ha esposto per la sua terza volta in collezione privata, al "Luhring Augustine" di New York.
Beh. Cosa c'è da dire? Semplicemente amo il Tennesse e per qualche mio strano motivo sono davvero convinta che debba essercene ancora poca traccia, almeno nel suo modo anticonvenzionale ( o forse non-convenzionale, per i miei standard?) di dipingere.
Non ho mai visto una sua mostra, ma quando guardo - seppur dietro uno schermo- un guadro di Josh penso subito al profmo del grano che si cementifica con il colore denso.
Incisivo,schietto. E' come la necessità. Lo stretto indispensabile, quel tanto che ti basta per campar (!). Un buco nel vuoto. Un fumo verde brillante.
Non mi piace buttare a casaccio frasi suggestive qua e là. Non lo trovo poetico: solo futile e noioso.
Però l'arte è anche questo, è tutto ciò che ti sorprende, ed io mi sono davvero sorpresa quando guardano uno di questi dipinti mi sono trovata a pensare alla mia professoressa di latino che recitava il De Rerum Natura. Non so neppure perchè.
Risulterei iperbolica se accostassi Josh Smith a Lucrezio? Forse.
Tuttavia, c'è un certo non so che, un fattore "X" e come la poesia di Lucrezio anche i suoi lavori mi sembrano davvero un punto di partenza verso "l'oltre". Chissà, Lucrezio cercava la salvezza dell'uomo dalle passioni, probabilmente in John vi è un invito ad esse. Non lo scoprirò mai ma siamo tutti concordi nell'affarmare che è MOLTO MEGLIO COSI', perchè probabilmente potrebbe ridermi in faccia con vana grazia.
Smith è famoso sopratutto per dipingere il suo nome, in maniera sfacciata ed a grandi dimensioni, ma per il mese (che si è appena concluso) è voluto tornare sperimentando nuovi soggetti che ha incluso alla sua collezione: foglie, scheletri, pesci.
Nelle tele dati visivi, scollgati eppure no, pieni di soggettivismo.
<< Mentre l'umana vita giaceva a terra, turpe spettacolo, oppressa dal grave peso della religione, che mostrava il suo capo dalle regioni celesti con orribile aspetto incombendo dall'alto sugli uomini, per primo un uomo di Grecia ardì sollevare gli occhi mortali a sfidarla >>
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